Orologio Atelier “l’orologio sostitutivo” di Hublot

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Hublot nasce nel 1976 da un idea di Carlo Crocco, appena uscito dal gruppo Binda e deciso ad aprire un’attività tutta sua.Decide così di trasferirsi in Svizzera, patria dell’orologeria mondiale, dove fonde il gruppo MDM.Iniziano così 3 anni di ricerca e sviluppo per un orologio che avrebbe combinato insieme materiali come la gomma e l’oro e traendo ispirazione dalla nautica, come il Monaco Classic Week, la regata dedicata agli yacht classici che si svolge sotto gli occhi del Principe di Monaco e la Palma Vela di Spagna.Il nome Hublot infatti, nasce proprio dal francese “oblò”.Presentato per la prima volta dalla MDM alla fiera di Basilea del 1980, l’ Hublot non riscosse un immediato successo; anzi, a Baselworld non ebbe un solo cliente.Il successo arrivò con l’interesse da parte delle famiglie reali, in particolare da Re Juan Carlos di Spagna e Carolina di Monaco, prendendo il soprannome de “l’orologio dei Re”.Per la realizzazione del famoso cinturino, l’azienda si servì esclusivamente di un tipo di caucciù proveniente dalla Malesia, che venne miscelato ad essenze di vaniglia originali delle isole Réunion.Speciali piastrine metalliche, vengono annegate per garantirne un’eccezionale robustezza all’attacco di CASSA e fibbia.Con il passare degli anni, Hublot continua la scia di successi dettati da scelte naturali come l’evoluzione della LINEA, presentando il CRONOGRAFO, il modello subacqueo ed impreziosendo i suoi modelli con PIETRE e materiali preziosi.

Hublot lancia “Orologio Atelier” un singolare servizio rivolto alla sua clientela.

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Orologio Atelier “l’orologio sostitutivo” di Hublot

Il marchio di lusso di Ginevra non finisce mai di stupire. Dopo aver portato per primo in Alta Orologeria concetti innovativi, tecnici nei suoi segnatempo, e di comunicazione, dopo aver intrapreso programmi di visibilità a tappeto supportando quasi qualsiasi evento importante – sportivo e non – che accade sul globo, senza risparmiarsi a volte tecniche di comunicazione di taglio “Guerrilla”, o di cronaca come accadde nel caso “Bernie Ecclestone”, lancia ora “Orologio Atelier”. In pratica è un segnatempo che Hublot metterà a disposizione di tutti coloro che porteranno il proprio orologio (Hublot) – esclusivamente nelle Boutique – per effettuare una riparazione, ma anche un semplice controllo o revisione.

Ecco a proposito la dichiarazione ufficiale del CEO di Hublot Ricardo Guadalupe: “Il cliente Hublot è parte di una famiglia e, grazie all’ “Orologio Atelier”, potrà mantenere il legame fisico ed affettivo con Hublot mentre il suo orologio sarà in assistenza. Siamo molto orgogliosi di essere riusciti a sviluppare questo concept in tutte le boutique Hublot del mondo (attualmente 49) e di averlo fatto in tempi record, al fine di essere operativi sin dai primi giorni di settembre”.

Proprio così, alla fine del ‘700 Abraham-Louis Breguet si inventò l’orologio “a subscription”, segnatempo che prevedevano l’azione di versare un anticipo, sufficiente per mettere in azione l’orologiaio il quale avrebbe poi consegnato il prodotto finito al cliente solo dopo aver pagato il saldo.  Geniale. Oggi a distanza di Secoli Hublot escogita una quantomeno originale ipotesi di “orologio sostitutivo” per fidelizzare la clientela. Altrettanto geniale? Forse si, forse no.

La gioielleria Pasquali Domenici presenta in questa pagina tutte le collezioni di orologi Hublot, in stretto ordine alfabetico, corredando ciascuna di esse con un modello di presentazione, scelto tra quelli maggiormente significativi dell’intera linea: cliccando sulla fotografia o sul link sottostante, si potrà accedere alla pagina web dedicata specificamente alla collezione e si potranno visionare uno per uno tutti gli orologi ad essa appartenenti. Presentato a marzo a Baselworld, l’orologio, frutto della maestria di designer italiani e orologiai svizzeri, celebra il 70° anniversario della Ferrari. Il suo look straordinario porta i segni inconfondibili del Ferrari Design Centre, gestito da Flavio Manzoni.Hublot ha sempre creato modelli dal design inconfondibile. E questo vale anche per la sua collaborazione con Ferrari, iniziata nel 2011. Ogni nuova edizione integra la costante ricerca di innovazione, eccellenza e high performance. Valori che accomunano i due brand.Il Cronografo Big Bang Ferrari Unico non fa eccezione. Prendendo spunto dai volumi innovativi e dal design iconico delle recenti vetture presentate da Ferrari, Ferrari e Hublot hanno ridisegnato i profili del Big Bang Unico. Il meglio dei due mondi. Il nuovo design coniuga le idee all’avanguardia di Hublot con il linguaggio progettuale di Ferrari. La silhouette e le proporzioni perfette esaltano l’estetica del Cronografo Big Bang Ferrari. Che esibisce dettagli estremamente funzionali ed eleganti al tempo stesso.
Nel 2015 avete ampliato la manifattura di Nyon, in Svizzera. Servirà a far crescere ulteriormente il brand? Grazie alla seconda manifattura, uno stabilimento nuovo più che un ampliamento, ora è tutto sotto lo stesso tetto. Abbiamo raddoppiato la superficie produttiva a Nyon per soddisfare la crescente domanda e restare integrati verticalmente. Grazie ai nuovi spazi, possiamo inoltre concentrarci sui settori della ricerca e sviluppo di materiali e modelli.Quanti movimenti produrrete a regime? Lavorerete anche per altri brand del gruppo Lvmh? Produciamo circa 45mila orologi all’anno e pensiamo che la cifra aumenterà, ma non abbiamo in programma di diventare fornitori in modo strutturale per altri brand. Restiamo una piccola azienda: i dipendenti a Nyon sono 350.Come definirebbe lo stile Hublot? Hublot rompe gli schemi, si distingue in modo inequivocabile, è diverso da ogni altro brand eppure riesce a sembrare perfettamente contemporaneo.Quali saranno gli eventi e le partnership principali per il 2016? Per noi è l’anno del calcio. Hublot è un brand che ama il calcio: siamo partner della Uefa per gli Europei che iniziano in giugno e invitiamo fin d’ora tutti i clienti, amici e partner del brand a prendere parte alla festa dei campionati. Una pietra miliare dal punto di vista del retail sarà invece l’apertura del flagship store di New York, sulla Fifth Avenue, prevista per questo mese.

Ma scopriamo qualche dettaglio in più sul modello “Orologio Atelier”. E’ realizzato in resina composita nera, dotato di cassa, lunetta, fibbia ad ardiglione in resina composita nera, cinturino in caucciù nero, viti e corona in acciaio e di un movimento al quarzo con datario e piccoli secondi. Sul quadrante riporta soprattutto la scritta “NOT FOR SALE” (non in vendita), un po’ come – venendo il sottoscritto dal campo dei dispositivi medici impiantabili monouso – è riportato sui campioni dimostrativi o sui device demo dov’è scritto ben in evidenza: “NOT FOR HUMAN USE”..

Mi ripeto: osservando da anni Hublot sia nei suoi prodotti, sia nelle sue vulcaniche trovate di comunicazione, è sin troppo facile abbandonarsi a esultanze o a “critiche” addirittura accompagnate da dichiarazioni di sdegno. Come avviene da tempo nel campo della comunicazione digitale, anche un eventuale “Fail” (pilotato) può rappresentare un successo: leggi questo recente articolo scritto da esperti di comunicazione digitale.

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Orologio Atelier “l’orologio sostitutivo” di Hublot – con form da compilare

Non ho idea come la prenderà un proprietario di un Hublot tourbillon quando, dopo aver sborsato una cifra che oltrepassa i 100.000 Eur, portando il suo orologio in una Boutique per procedere a un controllo di routine, si vedrà offire col sorriso un orologio sostitutivo – sempre Hublot, ma al quarzo. In definitiva è un servizio: al solito sarà il consumatore a decidere la sua valenza.

Come disse Oscar Wilde, il quale pare che a sua volta ripetette l’aforisma originariamente formulato da un Re francese: ”Parlatene bene, parlatene male, purchè se ne parli!

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